feb
26
2018

La risposta della Continuità Assistenziale all’ articolo della Nuova Sardegna “Pronto soccorso, è guerra tra medici”

Sassari 26/02/18

Abbiamo letto con sconcerto l’articolo pubblicato nell’edizione de “La Nuova Sardegna” del 24/02/18 dal titolo “Pronto soccorso, è guerra tra medici”. In particolare ha destato in noi notevoli perplessità il paragrafo dedicato alla Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica). Innanzitutto vorremo sottolineare che oltre il 90% dei medici della Continuità Assistenziale sono titolari a tempo indeterminato, possiedono un’esperienza pluriennale sul campo, hanno alle spalle una o più specializzazioni o un corso triennale di Medicina Generale. I medici specializzandi, citati nell’articolo, raramente vengono impiegati nella Continuità Assistenziale, se non per sostituire i medici titolari per singoli turni. L’altro punto contestato riguarda la percentuale di pazienti indirizzati dal servizio di Guardia Medica verso il Pronto Soccorso, che secondo quanto riportato nell’articolo sarebbe dell’80% (8 su 10). Non sono disponibili cifre ufficiali in merito e di conseguenza, visto che non viene citata alcuna fonte, non capiamo sulla base di quali dati venga sostenuta tale affermazione. I numeri e le percentuali presenti negli articoli giornalistici vengono percepiti dal lettore come incontestabili e andrebbero utilizzati con cautela soprattutto in ambito sanitario, dove spesso i servizi vengono soppressi, col fine ultimo di ridurre la spesa pubblica. Vorremo precisare che mettere in discussione la professionalità di qualcuno senza avere delle prove inconfutabili non serve ad altro se non a creare sfiducia nell’utente e ad alimentare quei ricorsi impropri al Pronto Soccorso che nell’articolo si vogliono denunciare. Con l’obiettivo di smentire in maniera costruttiva le affermazioni contenute nell’articolo citato, sono state contattate le sedi di Continuità Assistenziale di Sassari, Usini, Ossi e Porto Torres, che coprono una larga fetta dell’utenza che afferisce al Pronto Soccorso del SS Annunziata di Sassari. A titolo esemplificativo è stato verificato il numero di pazienti visitati dal primo al 31 gennaio 2018 in tali sedi e, contestualmente, il numero di utenti inviati al PS. I dati raccolti dai registri ufficiali mostrano una fotografia completamente diversa da quella mostrata sul quotidiano. Ad Usini solo 5 su 268 pazienti visitati sono stati inviati al Pronto Soccorso (ovvero l’1,9%); presso la sede di Porto Torres 30 su 750 (4%); a Sassari 34 su 1507 (2,2%); infine ad Ossi 11 su 351 (3,1%). Contestiamo inoltre la sottovalutazione dell’importanza del servizio di Continuità Assistenziale e dei benefici che arreca al bilancio sanitario regionale grazie alla notevole riduzione del numero di utenti che si rivolgono ai Pronto Soccorso, limitando al contempo i disagi che la lunga attesa potrebbe arrecare al paziente, e al servizio di Emergenza Urgenza. Vorremmo concludere, dicendo che la Continuità Assistenziale è un servizio estremamente radicato nel territorio, spesso svolto in condizioni difficili, in locali inadatti e sguarniti delle più elementari dotazioni di sicurezza, senza gli strumenti diagnostici dei quali usufruiscono i medici che lavorano in ambiente ospedaliero. Infine quella di indirizzare il paziente presso un’altra struttura è una scelta che solo il medico può prendere in scienza e coscienza col fine ultimo di tutelare il benessere e la vita dello stesso. Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), sezione di Continuità Assistenziale della provincia di Sassari.

In calce viene lasciato il link all’ articolo contestato

http://m.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2018/02/24/news/pronto-soccorso-e-guerra-tra-medici-1.16520675

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