Carissimi, durante la Segreteria ultima sono stati affrontati i seguenti problemi :
1) Richiesta di adesione allo sciopero del comparto medico della dipendenza. La valutazione politica del momento e il non venir meno a possibili alleanze future nel quadro degli assetti organizzativi istituzionali hanno portato alla conclusione di una possibile adesione formale (di vicinanza ) ma non a quella di adesione diretta.
2) Situazione politica nazionale. Nella convulsa situazione degli equilibri governativi  ( Lega vs M5stelle) risulta la volontà di dar corpo ad un nuovo Patto della Salute che prevede investimenti per circa 2 miliardi di €. All ‘ interno dei quali si potrebbero ricavare “investimenti ” anche per la Medicina Generale  ( leggasi come esempio : fattori di produzione ).
3) Ricognizione dei fondi di ponderazione qualitativa. È stata evidenziata la necessità, dopo la sospensione del 2010 – 2015 non più recuperabile, di studiare ed affermare che gli stessi sebbene interrotti nel 2010 e nuovamente corrisposti dal 2016 devono avere valore incrementale a partire dalla massa salariale del 2010.
Si è posta la necessità, prima di un eventuale contenzioso-ricorso, di una ricognizione sul comportamento e applicazione interpretativa da parte delle Aziende sul tutto il territorio nazionale .
4) Rinnovo ACN. La difficile congiuntura economica pone il Sindacato in una condizione di difficile trattativa di rinnovo contrattuale da ricercare negli equilibri politici all’ interno della compagine governativa, dei rapporti stato – regioni, Sisac in fase di rinnovo ecc.ecc. A fronte dei ragionamenti economici  più sotto,  è conveniente andare a firmare un Acn normativo adesso o rischiare di trovarci nel prossimo anno ad un nuovo blocco contrattuale ??
La quota spettante per il 2018, come da precedente riconoscimento ed equiparamento alla dipendenza , sarebbe dovuto essere del 4,20% ma,  anche riconoscendolo,  è stata avanzata da parte pubblica la proposta di renderlo operativo solamente  dal mese di ottobre 2018 ( perdita dell’incremento per nove mensilità ). Il fatto,  però,  che quella quota incrementale sia già stata corrisposta alla dipendenza fino a giugno 2018,  proprio per l’equiparamento riconosciuto,  fa si che anche a noi deva essere corrisposto e che eventualmente solo per i restanti tre mesi ( fino ad ottobre) venga riconosciuto un incremento ridotto( 1,2% circa ?) . La partita è aperta.
4) Decreto di modifica dei P.T. del 31/07/2018. Se è vero che a noi impediscono la prescrizione diretta di diversi farmaci il nuovo decreto di modifica prescrittiva impone agli specialisti di avviare procedure certificative dirette  ( esempio calcolo del R.C.V. e così via dicendo ) che li costringono ad un ‘assunzione di responsabilità più stringente.
Il rischio di questo maggiore onere può essere , con l’attenuante della nostra conoscenza globale del paziente , che possano o vogliano indirizzare il paziente nei nostri studi per effettuare queste incombenze. È superfluo sottolineare che questo tipo di richiesta vada totalmente rigettata;  primo per non diventare scriba di nessuno e secondo per pesare politicamente e sindacalmente sulla possibilità che anche a noi venga data potestà di prescrizione diretta su molti farmaci ,sebbene sottoposti a P.T., ormai consolidati.
Quest’ ultimo aspetto è da portare a conoscenza di tutti i Colleghi quanto prima , per dar loro conoscenza del nuovo decreto ed evitare di essere successivamente  richiamati per eccesso di accertamenti.
Vi invito a dare di questa notizia  immediata e massima diffusione.
A presto
Giovanni Barroccu